
Voucher Digitalizzazione PMI in Toscana: guida 2026
Voucher digitalizzazione PMI Toscana: bando Impresa Digitale FESR, tre sezioni, contributi fino a 150.000 euro, requisiti e come fare domanda.
Solo il 60% delle piccole e medie imprese italiane raggiunge un'intensità digitale di livello base, poco sopra la media UE del 55%, secondo l'indice DESI della Commissione Europea. Il voucher digitalizzazione PMI Toscana, ufficialmente "Bando Impresa Digitale", è lo strumento con cui la Regione sostiene l'acquisizione di servizi per l'innovazione da parte delle imprese toscane, con una dotazione complessiva superiore ai 19 milioni di euro. In questa guida vedrai come è strutturato il bando, chi può accedere, quanto puoi ottenere e come si presenta la domanda tramite il Sistema Finanziamenti Toscana.
Punti chiave
- Il bando Impresa Digitale è cofinanziato dal PR FESR Toscana 2021-2027, Azione 1.1.3 "Servizi per l'innovazione"
- È diviso in tre sezioni con dotazioni separate: Digitale & Intelligente, Digitale & Sostenibile, Digitale & Sicura
- Dotazione finanziaria complessiva delle tre sezioni: circa 19,6 milioni di euro
- Investimento minimo 10.000 euro, massimo 150.000 euro per singola impresa (120.000 o 100.000 euro a soggetto per aggregazioni)
- Beneficiari: MPMI, professionisti con partita IVA e forme associative di almeno 3 soggetti, nei settori Manifatturiero, Turismo e Commercio
- Procedura automatica a sportello: le domande si valutano in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse di ciascuna sezione
Cos'è il voucher digitalizzazione PMI Toscana
Il bando Impresa Digitale, gestito da Sviluppo Toscana S.p.A. per conto della Regione, rientra nel Programma Regionale FESR 2021-2027, Azione 1.1.3 "Servizi per l'innovazione". L'obiettivo dichiarato dalla Regione Toscana è sostenere l'acquisizione di servizi per l'innovazione da parte delle imprese, con un perimetro che va oltre il semplice acquisto di software: consulenza specialistica, piattaforme in abbonamento e persino personale altamente qualificato inserito nel progetto.
Una caratteristica che distingue il voucher digitalizzazione PMI Toscana da misure simili di altre regioni è la sua articolazione in tre sezioni distinte, ciascuna con una propria dotazione finanziaria dedicata, il cui ammontare e la cui disponibilità residua vanno verificati sul bando ufficiale prima di scegliere la sezione. Ogni sezione segue una propria procedura a sportello, con chiusura automatica al raggiungimento dell'esaurimento delle risorse dedicate: un meccanismo che ha già portato alla chiusura anticipata di alcune sezioni in tempi diversi tra loro, a conferma di una domanda superiore alla dotazione disponibile.
Ogni sezione, inoltre, riserva una quota di risorse specificamente ai settori Turismo e Commercio, un dettaglio rilevante per una regione dove questi comparti pesano in modo significativo sul tessuto produttivo locale rispetto alla media nazionale.
Chi può accedere al voucher digitalizzazione PMI Toscana: requisiti e beneficiari
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese (MPMI), i professionisti con partita IVA e le forme associative, con o senza personalità giuridica, composte da un minimo di 3 soggetti. Quest'ultimo punto è particolare rispetto a molte altre misure regionali: il bando incentiva esplicitamente progetti presentati da reti o aggregazioni di imprese, non solo da soggetti singoli, con soglie di investimento dedicate per questa fattispecie.
Il requisito di ubicazione richiede che l'impresa operi sul territorio toscano. Sul piano settoriale, il bando ammette i codici Ateco primari riconducibili a Manifatturiero, Turismo e Commercio, escludendo i settori esplicitamente vietati dal regolamento FESR (articolo 7, Regolamento UE 1058/2021). Non è quindi una misura aperta a qualunque codice Ateco, a differenza di alcuni voucher digitalizzazione di altre regioni: prima di avviare la pratica conviene verificare che il proprio settore rientri effettivamente nel perimetro ammesso.
Importi, spese ammissibili e sezioni del bando
L'investimento minimo ammissibile è di 10.000 euro, con un massimo di 150.000 euro per impresa singola. Per le aggregazioni di imprese la soglia massima si riduce a 120.000 euro a soggetto per raggruppamenti fino a 5 imprese, e a 100.000 euro a soggetto per raggruppamenti più numerosi.
Il contributo è erogato in conto capitale, sotto forma di voucher, con un'intensità di aiuto che varia in base alla dimensione dell'impresa e alla tipologia di servizio richiesto, fino a un massimo del 70% della spesa ammissibile secondo quanto indicato dalla Regione. Le spese finanziabili comprendono consulenza in materia di innovazione, servizi di sostegno all'innovazione e canoni per piattaforme software, oltre all'acquisizione di personale altamente qualificato dedicato al progetto — un'apertura che permette di includere nel piano anche competenze interne nuove, non solo fornitori esterni.
Come si presenta la domanda
La domanda si presenta esclusivamente online attraverso il Sistema Finanziamenti Toscana (SFT), con autenticazione tramite SPID, CIE o CNS.
Controlla che il codice Ateco primario rientri tra Manifatturiero, Turismo o Commercio e che l'impresa abbia sede in Toscana.
Individua la sezione più coerente con il progetto: Digitale & Intelligente, Digitale & Sostenibile o Digitale & Sicura, verificando la disponibilità di risorse residue.
Prepara un piano di investimento tra 10.000 e 150.000 euro (o le soglie dedicate per aggregazioni), classificando i servizi secondo le classi previste dal bando.
Accedi con SPID, CIE o CNS alla piattaforma sft.sviluppo.toscana.it e compila la domanda, tenendo conto dell'imposta di bollo di 16 euro.
Invia la domanda: la procedura è automatica a sportello, in ordine cronologico. Il progetto finanziato ha una durata di 9 mesi dalla comunicazione di concessione, prorogabile di 3 mesi per cause esterne.
Trattandosi di una procedura a sportello con chiusura per esaurimento risorse, la tempestività della domanda incide direttamente sulla probabilità di ottenere il contributo. Lo stato aggiornato di ciascuna sezione — aperta, sospesa o chiusa — va sempre verificato su Sviluppo Toscana prima di avviare la pratica.
Come orientare il progetto verso un impatto misurabile
Con tre sezioni tematiche e la possibilità di includere sia consulenza sia personale qualificato nel piano di spesa, il voucher digitalizzazione PMI Toscana si presta a un progetto più strutturato di un semplice acquisto software. La scelta della sezione giusta — innovazione ad ampio spettro, sostenibilità o sicurezza — dovrebbe partire da un'analisi di dove il tempo del team si perde davvero, non dalla disponibilità residua di una singola sezione.
Per una PMI toscana che vuole arrivare alla domanda con un piano di spesa già mirato su un processo concreto da automatizzare, un audit gratuito aiuta a individuare le priorità prima di scegliere la sezione e i servizi da includere nel progetto. È un passaggio che vale la pena fare prima di contattare un fornitore di software o un consulente, non dopo: un'azienda che arriva alla scelta della sezione già sapendo quale processo vuole trasformare — la gestione dei preventivi, il follow-up dei clienti, il controllo delle scorte — ottiene tipicamente un progetto più mirato, e quindi più semplice da rendicontare, rispetto a chi parte da un elenco generico di servizi disponibili nel catalogo del bando.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra le tre sezioni del bando Impresa Digitale?
Le associazioni di imprese possono partecipare al voucher digitalizzazione PMI Toscana?
Quali settori possono accedere al bando?
Qual è l'investimento minimo per accedere al voucher?
Come si presenta la domanda per il bando Impresa Digitale?
Cosa succede se una sezione del bando esaurisce le risorse prima della mia domanda?
Con tre sezioni tematiche, una dotazione complessiva di quasi 20 milioni di euro e la possibilità di finanziare sia consulenza sia personale qualificato, il voucher digitalizzazione PMI Toscana è uno degli strumenti regionali più articolati per un progetto di trasformazione digitale che vada oltre il singolo acquisto software. La procedura a sportello premia chi arriva pronto: piano di spesa definito, sezione già scelta, documentazione completa. Se vuoi arrivare a quella fase con le priorità già chiare, un audit gratuito è il primo passo. Per una panoramica sulle altre misure attive per le PMI italiane, trovi un approfondimento nell'articolo su digitalizzazione PMI 2026 e bandi a fondo perduto, oppure torna alla home di AutoMate PRO per scoprire come lavoriamo con le PMI italiane su AI Operations gestite.
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