Scadenze casse professionali 2026: cosa manca da qui a dicembre
scadenze casse professionali 2026cassa forense 2026inarcassa 2026fonte: Cassa Forense / Inarcassa / ENPAM / CNPADC

Scadenze casse professionali 2026: cosa manca da qui a dicembre

Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM, CNPADC: il calendario 2026 con date, importi e rate residue da versare da agosto a dicembre per ogni cassa.

Alex Vuza·12 agosto 2026·12 min read

Cassa Forense fissa il contributo minimo soggettivo 2026 a 2.790 euro, versato in quattro rate scaglionate fino al 30 settembre (Cassa Forense, 2026). Inarcassa, ENPAM e CNPADC hanno ognuna il proprio calendario, con date diverse e nessuna delle quattro coincide con quella delle altre.

Per un libero professionista che segue una sola cassa la cosa si ricorda. Per uno studio che deve tenere a mente le scadenze delle casse professionali di categorie diverse — o che semplicemente vuole sapere cosa resta ancora da versare da qui a fine anno — il calendario previdenziale italiano è la parte del sistema fiscale meno standardizzata e meno raccontata insieme.

Punti chiave

  • Cassa Forense: quarta rata (contributi minimi + maternità) entro il 30 settembre 2026, dopo le prime tre già versate a febbraio, aprile e giugno
  • Inarcassa: chi ha scelto le 6 rate bimestrali ha ancora 3 scadenze da qui a fine anno (agosto, ottobre, dicembre); chi paga in unica soluzione doveva farlo entro il 30 giugno
  • ENPAM: Quota B (variabile, da modello D) scade il 31 ottobre 2026, in unica soluzione o come prima di un piano a 5 o 9 rate
  • CNPADC: seconda e ultima rata dei contributi minimi 2026 entro il 2 novembre, dopo la prima versata il 1° giugno
  • Dal 4 maggio 2026 i commercialisti possono versare anche con F24, causale E150 — prima era possibile solo tramite il servizio online della cassa
  • Nessuna fonte online mette oggi le quattro casse fianco a fianco con le date residue: si trovano solo calendari singoli, cassa per cassa
2.790 €
contributo minimo soggettivo Cassa Forense 2026Cassa Forense, 2026
2.785 €
contributo minimo soggettivo Inarcassa (aliquota 14,5%)Inarcassa / Money.it, 2026
2 novembre
seconda rata contributi minimi CNPADC 2026CNPADC, avviso ufficiale 2026

Perché le scadenze delle casse professionali non stanno mai nello stesso calendario

Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM e CNPADC sono enti previdenziali privati, ognuno con un proprio regolamento interno per importi, rate e finestre di rateizzazione. Non esiste un calendario unico delle casse professionali pubblicato da un ente terzo: chi vuole sapere "cosa devo ancora versare quest'anno" deve incrociare quattro fonti diverse, ognuna con la propria terminologia (quota A/B per i medici, contributo soggettivo/integrativo per avvocati e ingegneri, rata unica o bimestrale per gli architetti).

Il problema non è la complessità delle singole scadenze — ogni cassa pubblica avvisi chiari sul proprio sito, con importi e modalità di pagamento spiegati nel dettaglio. È che nessuno le mette in fila. Un consulente del lavoro o uno studio commercialista che segue clienti su categorie diverse — un avvocato, un ingegnere, un medico nello stesso portafoglio clienti — deve consultare quattro portali diversi, con quattro login diversi, per ricostruire un quadro che a un lettore servirebbe vedere in un colpo solo.

Nei progetti che seguiamo con studi professionali osserviamo lo stesso schema: il calendario previdenziale non manca mai di essere pubblicato dalla cassa, ma manca quasi sempre un punto che lo incroci con le altre scadenze dello studio — fiscali, di categoria, dei singoli clienti. Il risultato non è il mancato pagamento (le casse mandano comunque avvisi via PEC o area riservata), ma il tempo perso a verificare manualmente, mese per mese, "cosa scade adesso" su portali che non parlano tra loro.

La finestra per rateizzare si chiude prima della scadenza vera

Per Inarcassa la richiesta di pagamento rateale andava presentata entro il 2 febbraio 2026 — non a giugno, non a fine anno. Per ENPAM la domiciliazione bancaria della Quota A o B va attivata entro il 31 marzo 2026. Chi ha saltato quella finestra iniziale non può più rateizzare: si trova con l'intero importo dovuto in un'unica soluzione, anche se avrebbe preferito diluirlo.

Cassa Forense e Inarcassa: due calendari a confronto

Cassa ForenseAvvocati
Contributo minimo soggettivo
2.790 € (ridotto 1.395 €)
Contributo minimo integrativo
355 € (ridotto 177,50 €)
Rate 2026
28 febbraio, 30 aprile, 30 giugno, 30 settembre
Pagamento
PagoPA o F24, scelta valida per tutte le rate dell'anno
InarcassaIngegneri e architetti
Contributo minimo soggettivo
2.785 € (aliquota 14,5% sul reddito)
Contributo minimo integrativo
850 € (aliquota 4% sul volume d'affari)
Rate 2026
Unica soluzione entro il 30 giugno, oppure 6 rate bimestrali (28 febbraio-31 dicembre)
Pagamento
Solo SDD — disposizione permanente di bonifico dal conto corrente

(Cassa Forense, Inarcassa)

Chi ha scelto la rateizzazione bimestrale Inarcassa ha, da agosto in poi, ancora tre rate da versare: fine agosto, fine ottobre e la sesta e ultima al 31 dicembre 2026. Chi invece ha pagato in unica soluzione a giugno ha già chiuso l'anno per quella voce.

ENPAM e CNPADC: quota fissa, quota variabile, F24

ENPAMMedici e odontoiatri
Quota A (fissa)
Entro il 30 aprile, unica o fino a 8 rate mensili entro novembre
Quota B (variabile, da modello D)
Entro il 31 ottobre, unica o prima di un piano a 5 o 9 rate
Domiciliazione
Da attivare entro il 31 marzo 2026
CNPADCCommercialisti
Contributi minimi 2026
Prima rata/rata unica: 1° giugno — seconda rata: 2 novembre
Novità 2026
F24 con causale E150 disponibile dal 4 maggio, oltre a PagoPA e MAV
Prossima scadenza da agosto
2 novembre 2026 (seconda rata)

(ENPAM, CNPADC)

Per chi segue clienti CNPADC, la novità più concreta del 2026 è proprio la possibilità di versare anche via F24 con la nuova causale E150: prima il versamento passava solo dal servizio online PPC della cassa, con MAV o PagoPA. Chi gestisce già le scadenze fiscali del cliente nello stesso F24 mensile può ora accorpare anche questo versamento nello stesso flusso, invece di tenerlo su un canale separato — un dettaglio che riduce di un passaggio l'intero processo di verifica e pagamento per lo studio.

Per ENPAM, la distinzione tra Quota A e Quota B è il punto che genera più confusione tra chi segue medici e odontoiatri per la prima volta: la Quota A è un importo fisso uguale per tutti gli iscritti, calcolato indipendentemente dal reddito; la Quota B varia in base a quanto dichiarato nel modello D dell'anno precedente, e per questo la sua scadenza (31 ottobre) arriva più tardi nell'anno — il tempo necessario per calcolare l'importo corretto sulla base dei redditi effettivamente dichiarati.

Cosa succede se una rata previdenziale arriva in ritardo

A differenza del ravvedimento operoso fiscale — con sanzioni ridotte che scalano in base ai giorni di ritardo — ogni cassa previdenziale applica il proprio regime di interessi e sanzioni per i versamenti tardivi, definito nel regolamento interno dell'ente e non dalla normativa fiscale generale. In pratica questo significa che un ritardo su Cassa Forense non si tratta con le stesse regole di un ritardo su Inarcassa o CNPADC: ogni cassa ha propri interessi di mora, propri termini di diffida e, in alcuni casi, proprie procedure di regolarizzazione spontanea prima che scatti la segnalazione.

Il costo reale non è solo l'interesse

Per un professionista con un solo cliente da seguire, un ritardo previdenziale comporta un interesse di mora e, nella maggior parte dei casi, la possibilità di regolarizzare spontaneamente. Per uno studio che segue decine di clienti su casse diverse, il costo reale è il tempo: ricostruire quale cliente ha quale scadenza aperta, su quale cassa, con quale importo residuo — lavoro che si accumula proprio nei mesi in cui lo studio è già pieno di consegne.

Prima di considerare un ritardo come un problema puramente economico, vale la pena guardare cosa costa davvero: non la sanzione in sé, ma le ore spese a ricostruire a ritroso una situazione che un promemoria tempestivo avrebbe evitato.

Quali scadenze restano da qui a dicembre, cassa per cassa

Cassa Forense — hai già versato le prime tre rate

Resta solo la quarta rata (con maternità) entro il 30 settembre

Inarcassa — hai scelto le 6 rate bimestrali entro il 2 febbraio

Restano le rate di agosto, ottobre e dicembre

Inarcassa — non hai chiesto la rateizzazione entro il 2 febbraio

La scelta per il 2026 non è più disponibile: verifica con la cassa lo stato del versamento in unica soluzione

ENPAM — hai attivato la domiciliazione entro il 31 marzo

Quota B in scadenza il 31 ottobre, addebito automatico secondo il piano scelto

CNPADC — hai versato la prima rata/unica al 1° giugno

Resta la seconda rata entro il 2 novembre, versabile anche via F24 causale E150

Come tenere il calendario sotto controllo senza rincorrerlo

Il punto di partenza non è un tool nuovo da configurare, ma la stessa logica già in uso per le scadenze fiscali ordinarie: mappare le date, calcolare gli importi in anticipo, ricordare con margine sufficiente per verificare — non solo per pagare in fretta. Applicata al calendario previdenziale, questa logica richiede solo di aggiungere una fonte in più (il calendario della cassa, oltre a quello fiscale), non di ricostruire un sistema da zero.

01
Mappa la cassa e il piano rate sceltoUna tantum, a inizio anno

Ogni professionista ha una sola cassa di riferimento, ma il piano di pagamento (unica soluzione, bimestrale, mensile) cambia l'intero calendario da seguire nei mesi successivi.

02
Segna le finestre di richiesta, non solo le scadenze di pagamentoGennaio-marzo

La domanda di rateizzazione Inarcassa (2 febbraio) e la domiciliazione ENPAM (31 marzo) sono finestre che si chiudono mesi prima della scadenza effettiva: perderle significa restare senza l'opzione per tutto l'anno.

03
Verifica l'importo con il commercialista prima di ogni rataNei giorni precedenti ogni scadenza

Gli importi minimi possono variare da un anno all'altro (adeguamento ISTAT, cambi di aliquota) — confermare la cifra esatta prima di pagare evita versamenti insufficienti o ravvedimenti successivi.

04
Imposta promemoria scalati sulle date residueDa agosto in poi per il 2026

Le scadenze che restano da qui a dicembre — 30 settembre Cassa Forense, le rate bimestrali Inarcassa, il 31 ottobre ENPAM, il 2 novembre CNPADC — vanno segnate con anticipo, non ricostruite a ridosso della data.

05
Conferma il pagamento e archivia la ricevutaAlla scadenza

Il versamento resta sempre una decisione e un'azione del professionista o dello studio: un sistema di promemoria prepara e ricorda, non paga al posto tuo.

Domande frequenti

Le date di Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM e CNPADC sono uguali ogni anno?

No. Le scadenze ordinarie tornano in mesi simili ogni anno, ma importi, aliquote e a volte le stesse date possono variare (adeguamenti ISTAT, delibere annuali dei consigli di amministrazione). Vanno verificate cassa per cassa a inizio anno, non date per scontate dall'anno precedente.

Cosa succede se salto la finestra per chiedere la rateizzazione?

Per Inarcassa, chi non presenta domanda entro il 2 febbraio resta con il pagamento in unica soluzione (30 giugno) come unica opzione per quell'anno. Per ENPAM, senza domiciliazione attivata entro il 31 marzo il pagamento va gestito manualmente rata per rata, senza addebito automatico.

Posso pagare i contributi CNPADC con F24 anche per rate precedenti al 2026?

La causale E150 è disponibile dal 4 maggio 2026: per i versamenti dell'anno in corso è utilizzabile da quella data in poi. Per situazioni pregresse è opportuno verificare con il proprio commercialista o direttamente con CNPADC la modalità corretta.

Il contributo minimo è uguale per tutti gli iscritti alla stessa cassa?

No. Ogni cassa prevede riduzioni per specifiche categorie: Cassa Forense riduce il minimo del 50% per chi si iscrive per la prima volta prima dei 35 anni (primi sei anni), Inarcassa prevede l'esenzione dal minimo per chi ha redditi sotto una soglia annuale con richiesta specifica. Verificare sempre la propria posizione con la cassa.

Perché conviene tenere insieme il calendario delle 4 casse anche se seguo solo una categoria?

Chi lavora con un commercialista o un consulente che segue professionisti di categorie diverse — o chi ha collaboratori iscritti a casse diverse dalla propria — beneficia di un unico punto di riferimento invece di controllare quattro siti separati ogni volta che serve una data. Anche un singolo studio associato tra professioni diverse (ad esempio uno studio legale con un consulente tecnico interno) si trova spesso a dover seguire più di una cassa contemporaneamente.

Le scadenze delle casse professionali si sommano a quelle fiscali ordinarie (F24, IVA)?

Sì, e quasi mai coincidono nello stesso mese. È il motivo per cui il calendario previdenziale va tenuto separato ma verificato insieme a quello fiscale: due sistemi diversi, con lo stesso rischio di sovrapporsi in un mese già pieno di consegne e clienti da seguire.

Da dove iniziare

Il valore di un calendario unico non è sostituire l'avviso ufficiale della propria cassa — resta quello il riferimento legale — ma avere un punto dove tutte le scadenze residue dell'anno, fiscali e previdenziali, sono già mappate con anticipo, invece di essere ricostruite ogni volta da zero. È lo stesso principio che guida la gestione delle scadenze fiscali del libero professionista: raccolta automatica dei dati, verifica prima del pagamento, promemoria scalati, decisione finale sempre umana.

Le AI Operations gestite di AutoMate PRO partono da un audit gratuito che mappa dove il calendario di scadenze — fiscale e previdenziale — rischia oggi di sfuggire al controllo dello studio: quali date arrivano senza preavviso sufficiente, chi verifica gli importi prima della scadenza, cosa succede quando un cliente segue una cassa diversa da quella che lo studio conosce meglio. Per gli altri fronti amministrativi del lavoro da libero professionista, vedi anche la pagina dedicata ai liberi professionisti.

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