Intrastat 2026: la soglia acquisti sale a 2 milioni
intrastatdoganaexportfonte: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Intrastat 2026: la soglia acquisti sale a 2 milioni

Dal 25 febbraio 2026 la soglia Intrastat sugli acquisti di beni passa a 2 milioni di euro: verifica se la tua PMI è ora esonerata dagli adempimenti.

Alex Vuza·31 luglio 2026·12 min read

La soglia trimestrale che fa scattare l'obbligo di presentare il modello Intrastat sugli acquisti di beni sale da 350.000 a 2.000.000 di euro. Il problema è che quasi nessuna guida online lo segnala ancora.

La modifica è ufficiale: la determinazione direttoriale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 84415 del 3 febbraio 2026, adottata di concerto con l'Agenzia delle Entrate e l'ISTAT, ha elevato il limite che fa scattare l'obbligo mensile per il modello INTRA 2-bis (acquisti intracomunitari di beni). La nuova soglia vale già dagli invii con scadenza 25 febbraio 2026, quindi dalle operazioni di gennaio 2026. Per una PMI italiana che compra beni da fornitori UE, questo significa nella maggior parte dei casi uscire dall'obbligo mensile — ma non da tutti gli obblighi Intrastat: cessioni di beni, servizi ricevuti e servizi resi restano regolati da soglie diverse, che non sono cambiate.

Questa guida spiega quale soglia è cambiata, quali non sono cambiate, come verificare in pochi minuti se la tua azienda rientra ancora nell'obbligo e perché, in parallelo, la classificazione doganale dei beni è diventata più rischiosa da sbagliare.

Punti chiave

  • La soglia per gli acquisti di beni UE (INTRA 2-bis) sale da 350.000€ a 2.000.000€ trimestrali dal 25 febbraio 2026
  • Circa 10.000 aziende su 14.000 precedentemente obbligate escono dall'obbligo mensile
  • Cessioni di beni (50.000€) e servizi ricevuti (100.000€) restano soglie invariate
  • I servizi resi (INTRA 1-quater) restano senza soglia: obbligo per tutti, sempre
  • La scadenza di presentazione resta il 25 del mese successivo
  • In parallelo, un errore di classificazione doganale TARIC costa oggi fino al 200% dei dazi evasi
2 mln €
nuova soglia trimestrale acquisti beni UEAgenzia Dogane e Monopoli, determinazione 84415/2026
10.000
aziende esonerate dall'obbligo mensile su 14.000Agenzia Dogane e Monopoli, 03/02/2026
200%
multa massima per errata classificazione TARICNormativa doganale 2026 — lineaecommerce.it

Intrastat 2026: cosa cambia davvero, prima e dopo

La modifica riguarda solo il modello INTRA 2-bis, cioè l'elenco riepilogativo statistico degli acquisti intracomunitari di beni. Non tocca le cessioni né i servizi.

Fino al 24 febbraio 2026Soglia precedente
Soglia trimestrale
350.000€ di acquisti beni UE
Periodicità
Mensile se sopra soglia in almeno 1 dei 4 trimestri precedenti
Operatori coinvolti
Circa 14.000 aziende obbligate
Dal 25 febbraio 2026Soglia attuale
Soglia trimestrale
2.000.000€ di acquisti beni UE
Periodicità
Mensile solo se sopra 2 milioni in almeno 1 dei 4 trimestri precedenti
Operatori coinvolti
Circa 4.000 aziende, le altre 10.000 esonerate

Il motivo dell'innalzamento non è una semplificazione burocratica generica: l'Agenzia delle Dogane lo giustifica con la sostituibilità statistica dei dati, ormai ricavabili da altre fonti già in possesso dell'amministrazione — i dati doganali MDE e le fatture elettroniche transitate sul Sistema di Interscambio. In pratica: lo Stato ha già l'informazione da altre fonti, quindi non serve più chiederla a tutti separatamente.

Il risultato pratico per una PMI è duplice. Da un lato, un numero minore di aziende deve ancora compilare mensilmente l'INTRA 2-bis, con un risparmio reale di ore amministrative e di parcella per chi delega la compilazione a un commercialista. Dall'altro, la copertura statistica degli acquisti intracomunitari si riduce, perché escono dalla rilevazione proprio le imprese con i volumi minori: un dettaglio che riguarda l'ISTAT più che la singola azienda, ma che spiega perché la soglia non è stata alzata a un livello ancora più alto — l'amministrazione ha bisogno di mantenere un campione sufficientemente rappresentativo per le statistiche ufficiali sul commercio intra-UE, non solo di alleggerire gli adempimenti.

Le soglie Intrastat che NON cambiano

Cessioni di beni e servizi ricevuti restano regolati dalle soglie di sempre — è qui che la maggior parte delle guide pubblicate prima di febbraio 2026 resta ancora corretta, e va letta insieme alla novità sopra, non al suo posto.

Cessioni di beni (INTRA 1-bis)Invariata
Soglia trimestrale
50.000€
Periodicità
Mensile se sopra soglia, trimestrale altrimenti
Scadenza
25 del mese successivo
Servizi ricevuti (INTRA 2-quater)Invariata
Soglia trimestrale
100.000€
Periodicità
Mensile se sopra soglia
Nota
Servizi resi (INTRA 1-quater): nessuna soglia, obbligo sempre

Secondo la ricostruzione delle soglie 2026 di Eurofiscalis, la fotografia completa oggi è: cessioni di beni 50.000€, servizi resi senza soglia, servizi ricevuti 100.000€, acquisti di beni 2.000.000€ (l'unica cambiata). Chi ha un ERP o un commercialista che compila ancora in automatico con la vecchia soglia da 350.000€ rischia di continuare a presentare un modello mensile che non è più dovuto — un costo di tempo e di parcella evitabile, non solo un rischio di sanzione.

Perché conviene comunque verificare tutte le soglie insieme

La tentazione, dopo una notizia come questa, è controllare solo la soglia che è cambiata e dare per scontate le altre. È esattamente l'errore opposto a quello che ha reso necessaria questa guida: chi si accorge in ritardo di un cambiamento normativo spesso, subito dopo, smette di verificare anche ciò che non è cambiato, convinto che "tanto lo sa già". Le quattro soglie vanno rilette ogni volta come un blocco unico, non una alla volta.

Chi è obbligato e chi è esonerato

Acquisti beni UE sotto 2.000.000€ per tutti i 4 trimestri precedenti

Esonero dal modello INTRA 2-bis

Acquisti beni UE pari o sopra 2.000.000€ in almeno 1 trimestre

Obbligo di presentazione mensile INTRA 2-bis

Cessioni di beni sopra 50.000€/trimestre

Obbligo INTRA 1-bis, soglia invariata dal 2026 precedente

Servizi resi a clienti UE, qualunque importo

Obbligo sempre (INTRA 1-quater): non esiste soglia di esonero

Regime forfettario, acquisti UE sotto 10.000€ annui

Nessun obbligo Intrastat né reverse charge IVA

Cosa cambia per i forfettari

Il regime forfettario ha una regola a parte, e non l'ha toccata la determinazione di febbraio. Per chi è in regime forfettario, gli acquisti intracomunitari restano rilevanti ai fini IVA solo se superano i 10.000 euro nell'anno: sotto questa soglia non si applica il reverse charge e non c'è obbligo di iscrizione al VIES. Superato il limite, scatta l'obbligo di iscrizione VIES e l'applicazione dell'IVA italiana, versata entro il 16 del mese successivo — una distinzione che vale la pena verificare prima di dare per scontato che "essere forfettari" equivalga a "nessun obbligo in assoluto".

Il rischio parallelo: TARIC e validazione doganale automatica

Mentre la soglia di segnalazione statistica si allarga, il controllo sulla correttezza dei dati dichiarati si stringe. Non è una contraddizione: sono due leve diverse dello stesso sistema — meno adempimento ripetuto, più controllo puntuale su ogni singola spedizione.

Errore di classificazione TARIC

Una classificazione doganale errata — anche solo dichiarare un prodotto nella voce sbagliata per pagare un dazio inferiore — oggi viene rilevata prima ancora che la merce parta. Il sistema doganale incrocia automaticamente descrizione del prodotto, immagini e codice dichiarato. Le sanzioni vanno dal recupero dei dazi evasi fino a multe che possono superare il 200% dell'importo, secondo l'analisi di Linea EComm su sanzioni doganali 2026. La difesa della "buona fede" nell'errore di compilazione è sempre più difficile da dimostrare quando i dati vengono validati da un algoritmo prima della partenza della merce.

Per una PMI che importa o esporta con regolarità, questo significa che il rischio si è spostato: meno adempimento periodico da controllare, più attenzione richiesta sulla singola dichiarazione doganale, dove un errore non passa più inosservato per mesi.

Cosa cambia in pratica per chi compila la dichiarazione doganale

Fino a poco tempo fa un errore di classificazione poteva restare inosservato per settimane o mesi, emergendo solo in un controllo a campione successivo. Con la validazione incrociata automatica, l'errore viene segnalato prima della partenza della merce: significa meno tempo per correggerlo senza conseguenze, e una responsabilità che ricade più direttamente su chi ha compilato la dichiarazione — interno o esterno che sia — al momento della spedizione.

Import ed export insieme: dove si incrociano gli obblighi

Molte PMI italiane non rientrano in una sola casella: un distributore che importa materie prime dall'UE e allo stesso tempo esporta il prodotto finito verso altri Paesi membri deve tenere sotto controllo contemporaneamente la soglia acquisti (2 milioni), la soglia cessioni (50.000€, molto più bassa) e la corretta classificazione doganale di ogni singola voce merceologica trattata. È frequente che un'azienda resti sotto la nuova soglia acquisti — quindi esonerata dall'INTRA 2-bis — ma superi ampiamente la soglia cessioni sulle vendite, restando quindi obbligata su quel fronte. Trattare i due obblighi come un'unica voce "Intrastat sì/no" è l'errore più comune osservato in questo tipo di aziende: le soglie vanno verificate separatamente, una per una, perché rispondono a normative e periodicità diverse.

Iter pratico: come verificare se sei ancora obbligato

01
Calcola il totale acquisti UE per trimestrePrima di tutto

Somma gli acquisti intracomunitari di beni degli ultimi 4 trimestri, uno alla volta. Serve il dato trimestrale, non quello annuale complessivo.

02
Confronta con la soglia correttaSubito dopo

Beni: 2.000.000€. Servizi ricevuti: 100.000€. Cessioni di beni: 50.000€. Servizi resi: nessuna soglia, sempre dovuto.

03
Verifica il regime forfettario, se applicabileSolo se in regime forfettario

Controlla il totale annuo degli acquisti UE: sotto 10.000€ nessun obbligo, sopra scatta VIES e IVA italiana.

04
Controlla la classificazione TARIC dei beniPrima di ogni spedizione o acquisto ricorrente

Verifica che il codice doganale dichiarato corrisponda esattamente al prodotto, non solo alla categoria merceologica generica.

05
Presenta entro il 25 del mese successivoScadenza fissa, invariata

Se resti obbligato su una delle voci sopra, la scadenza di presentazione non è cambiata.

Perché non basta farlo una volta

La soglia si valuta su base trimestrale mobile, non una tantum: un trimestre sopra 2 milioni di acquisti beni fa scattare l'obbligo mensile anche se i tre trimestri precedenti erano sotto soglia. Chi tratta la verifica come un adempimento annuale isolato rischia di accorgersi dell'obbligo con un ritardo, quando la scadenza del 25 è già passata.

Nei Context Pack che costruiamo per PMI import-export osserviamo lo stesso pattern in quasi ogni caso: la verifica soglie/scadenze viene fatta a trimestre già chiuso, di corsa, invece che come un controllo continuo agganciato ai dati di fatturazione. Un workflow che tiene traccia dei quattro trimestri mobili e segnala in automatico quando ci si avvicina a una soglia elimina proprio quel ritardo — la stessa logica che descriviamo anche per un distributore export vino alle prese con documentazione e scadenze ricorrenti.

FAQ

La nuova soglia di 2 milioni vale anche per le cessioni di beni?

No. Riguarda solo il modello INTRA 2-bis, cioè gli acquisti intracomunitari di beni. Le cessioni di beni (INTRA 1-bis) restano alla soglia di 50.000€ trimestrali, invariata.

Da quando si applica la soglia di 2 milioni di euro?

Dagli invii con scadenza 25 febbraio 2026, quindi già per gli acquisti effettuati a partire da gennaio 2026, secondo la determinazione direttoriale ADM n. 84415 del 3 febbraio 2026.

Se ero sopra i 350.000€ ma sotto i 2 milioni, devo ancora presentare il modello mensile?

No. Con la nuova soglia esci dall'obbligo mensile INTRA 2-bis se i tuoi acquisti beni UE restano sotto i 2 milioni di euro in tutti e 4 i trimestri considerati.

I servizi resi all'estero hanno una soglia di esonero?

No. Il modello INTRA 1-quater sui servizi resi a clienti UE non ha soglia: l'obbligo di presentazione resta sempre, indipendentemente dall'importo.

Un'azienda in regime forfettario deve comunque presentare l'Intrastat?

Solo se gli acquisti intracomunitari superano i 10.000€ nell'anno: sopra quella soglia scatta l'iscrizione al VIES e l'applicazione dell'IVA italiana. Sotto, resta esonerata.

Cosa succede se sbaglio la classificazione TARIC di un prodotto?

Il sistema doganale incrocia automaticamente descrizione, immagini e codice dichiarato prima della partenza della merce. Un errore può comportare il recupero dei dazi evasi e multe fino al 200% dell'importo, con una difesa di "buona fede" sempre più difficile da sostenere.

L'obbligo Intrastat sparirà del tutto in futuro?

Sì, ma non a breve: secondo la ricostruzione normativa disponibile, gli elenchi Intrastat cesseranno dal 1° luglio 2030 con l'attuazione della Direttiva UE 2025/516. Fino ad allora restano in vigore con le soglie aggiornate al 2026.

Cosa fare adesso

Chi acquista beni da fornitori UE dovrebbe rifare oggi stesso il calcolo con la soglia corretta di 2 milioni di euro, non quella vecchia di 350.000€ ancora presente in molte guide online: è la differenza tra continuare a presentare un modello non più dovuto o smettere in tempo. Chi resta obbligato su una delle altre voci — cessioni, servizi ricevuti o servizi resi — non ha nessun cambiamento da gestire, solo la conferma che le regole restano quelle di sempre.

Il vero punto di attenzione per il 2026 non è la soglia più alta, che semplifica la vita a molte PMI, ma il controllo doganale più stretto sulla classificazione dei beni: un errore che prima passava inosservato oggi viene intercettato prima ancora che la merce parta. Se la tua azienda gestisce spedizioni o acquisti UE ricorrenti, un audit gratuito è il modo più rapido per capire dove stai ancora lavorando con la soglia vecchia e dove un controllo automatico eviterebbe un errore doganale costoso — la stessa logica di AI Operations gestite che applichiamo a ogni processo ricorrente delle PMI che seguiamo.

Quale agente AI potrebbe lavorare per te?

Compila l'audit gratuito: in 24 ore ricevi un'analisi personalizzata sulla tua azienda.

Inizia l'audit gratuito